Ai più questo nome risulterà probabilmente ignoto, sia come romanziere che come traduttore, in quanto in Italia il nome dei traduttori – come diceva lo stesso Morino in un’intervista – viene relegato in un angolo, e non si attribuisce la giusta luce a chi traspone da una lingua a un’altra un intero romanzo.

In particolare, se vi siete innamorati di scrittori quali Márquez, Puig, Bolaño, Allende, Mario Varga Llosa, Duras, lo dovete a Morino.

Angelo Morino comunque non è stato solo un grande traduttore, ma un intellettuale, una figura chiave per quanto concerne la fortuna della letteratura Ispanoamericana in Italia ed infine, nel prosieguo della sua attività anche un, non banale, romanziere. Egli era una persona coltissima e schiva, ma ha saputo trasmettere agli studenti che hanno avuto la fortuna di seguirne le lezioni, tutta la sua passione per la letteratura, nonostante fosse osteggiato da molti colleghi che non gli resero la vita facile.

Se volete conoscerlo meglio, vi consiglio di leggere qualcuno dei suoi romanzi. Due titoli per iniziare:

·        Il cinese e Marguerite

·        Quando internet non c’era

di Daniele Pitzalis