Mentre la cronaca del calcio nostrano registra il fallimento dell’As Bari e i mondiali in Brasile sono in pieno svolgimento,

Gioco pericoloso”, l’ultimo romanzo di Gabriella Genisi, fonde spunti realistici e fantasia in una vicenda ove il calcio fa da sfondo a intrighi, corruzione e delitti.

Lo sport più seguito del pianeta viene introdotto con una citazione di Jorge Luis Borges: “Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per la strada, lì ricomincia la storia del calcio”.

Nella nuova avventura, grazie a intuito e spirito d’osservazione (“I funerali eccellenti sono eventi mondani come pochi”… “l’intera squadra del Bari in processione”) il commissario più seducente d’Italia – quella Lolita Lobosco che abbiamo conosciuto nei precedenti frugiferi di “Giallo ciliegia”, “La circonferenza delle arance” e “Uva noir” – ricollega la morte di un calciatore (“uno di quei casi probabilmente all’ombra del doping”) a quella che soltanto in apparenza è una disgrazia della strada (“Il camion della spazzatura che travolge un uomo e un cane nel pieno centro della città…”) e, tra peripezie poliziesche ed erotiche, smaschera un’architettura criminale che mina il calcio mondiale.

Gabriella Genisi assicura divertimento con uno stile a metà strada tra ossequio della tradizione (“A voi il calcio, a noi la cucina”) e impennate di orgoglio femminile, tra ironia (“curvo com’è a tenere le mani ben chiuse a coppa sul capitale”) e fierezza per le origini (“Nasco barese e barese morirò, perché la baresità è uno stato mentale”) in una formula frizzante che ammicca alla buona cucina e ai sapori della carnalità mediterranea.

Bruno Elpis