Proponiamo qui di seguito alcune domande a Silvia Seracini, responsabile del concorso Storie da Biblioteca, indetto dall’AIB Marche. Si tratta di un concorso giunto alla sua terza edizione che, dal 25 ottobre al 9 novembre, si terrà, infatti, presso numerose biblioteche, archivi e musei della Regione Marche, coinvolgendo amanti della scrittura e della fotografia. Ricordiamo, inoltre, per chi fosse interessato a partecipare o soltanto per chi volesse avere maggiori informazioni, il link http://www.cultura.marche.it/CMDirector.aspx?id=12056, da cui potranno essere dedotte tutte le informazioni necessarie.

Com’è nata questa idea e come mai si è deciso di estendere il concorso dalle biblioteche agli altri enti?

Le biblioteche raccolgono, organizzano e rendono disponibili i prodotti della creatività e dell’ingegno, forniscono accesso ad una pluralità di saperi e di informazioni, agevolano l’attività dei ricercatori e degli studiosi, tutelano la memoria culturale della nazione, offrono a tutti i cittadini occasioni di crescita personale e culturale, costituiscono un presidio di democrazia fondato sulla libertà di espressione e sul confronto delle idee, favoriscono l’acquisizione di competenze che possono essere spese nella vita sociale e lavorativa e la diffusione dell’information literacy, strumento indispensabile per esercitare i propri diritti di cittadinanza in una società che voglia essere realmente inclusiva.

Nonostante le biblioteche rappresentino un servizio essenziale per la vita culturale, sociale e civile di un paese, attualmente in Italia non sembrano godere di grande considerazione.

La credibilità di queste strutture passa attraverso un’indagine sui modi di espressione della propria identità culturale e  l’individuazione dei temi più importanti per il loro futuro, fra cui spicca senza dubbio quello prioritario di trovare i modi di “uscire da sé” ed iniziare a cercare di modificare stereotipi che stanno diventando sempre più stretti, soprattutto in un contesto come quello attuale in rapido mutamento, che vede l’affermarsi di nuove forme di comunicazione ed il configurarsi di una società multietnica. In questo le biblioteche dovrebbero procedere insieme a tutti gli altri soggetti che hanno a cuore i temi dell’accesso all’informazione, alla conoscenza e alla cultura, ispirandosi ai vari modelli e dispositivi adottati da altre nazioni.

Ecco allora che due anni fa con la mia Associazione culturale RaccontidiCittà ho proposto alla Sezione Marche dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche) questa idea: perché non mettersi in gioco, imparando a conoscere le nostre biblioteche a partire dai ritratti di biblioteca (e di bibliotecari) elaborati nell’ambito di una serie di eventi-concorso?

L’idea è stata accolta con entusiasmo, tanto che quest’anno siamo giunti alla terza edizione speciale di Storie da biblioteca, supportata anche da Narcissus.me di Simplicissimus Book Farm e da Biblioteche Aperte.

L’estensione dell’iniziativa ai musei e agli archivi era auspicabile sin dall’inizio: grazie al successo delle precedenti edizioni e alla collaborazione con il MAB Marche (coordinamento marchigiano tra Musei, Archivi e Biblioteche promosso da ICOM, ANAI e AIB), si è trattato di un passaggio logico e naturale.

La parola e l’immagine diverranno strumenti per mezzo dei quali raccontare luoghi che restano marginali e spesso, nonostante siano collocati nel cuore della città, finiscono col diventare periferici. Questa iniziativa ha, tra le altre, anche l’intenzione di espandere l’interesse per questi ambienti e di permettere agli stessi cittadini di conoscere più a fondo la città o il paese in cui vivono?

Certamente. Si tratta delle finalità proprie di RaccontidiCittà, nata nel 2006 per raccontare e promuovere i luoghi attraverso l’organizzazione di laboratori di scrittura e di eventi culturali, fra cui anche Storie da Musei, Archivi e Biblioteche. Il sottotitolo del concorso è Concorso per viaggiare al centro di un mondo tutto da scoprire, proprio perché spesso gli istituti culturali delle nostre città sono luoghi che magari sfioriamo distrattamente ogni giorno, e che invece meriterebbero tutta la nostra attenzione.

Le modalità di svolgimento del concorso prevedono che i racconti e le foto vengano elaborati estemporaneamente in quattro ore presso le sedi delle strutture, nell’ambito di giornate che possono includere presentazioni di libri o altri eventi di socializzazione culturale (aperitivi letterari, letture teatrali, cacce al tesoro, etc.). Questi racconti, oltre ad ispirarsi al tema scelto per l’edizione in corso Musei, Archivi e Biblioteche: crocevia di culture, si proporranno di comunicare le peculiarità della struttura ospitante e l’importanza che essa riveste per la comunità di riferimento.

Gli eventi in questione rappresentano inoltre l’occasione per valorizzare le trame narrative insite nei documenti e beni culturali che i nostri istituti conservano. Colgo l’occasione per ricordare che, in collaborazione con la Regione Marche – Assessorato alla Cultura, gli eventi di Storie da musei, archivi e biblioteche rientrano tra le attività del Grand Tour Cultura 2014.

Senza considerare che il concorso interessa anche le biblioteche degli istituti penitenziari marchigiani, e su questo argomento si potrebbero aprire interessanti approfondimenti.

I vincitori vedranno il loro prodotto pubblicato su un e-book tramite la piattaforma di self publishing http://www.narcissus.me/. Il prodotto nato, quindi, dai vari vincitori finirà on-line e potrà essere scaricato gratuitamente. I due e-book ottenuti vogliono avere il fine di fungere da propaganda o, se vogliamo, di pubblicità per gli enti che ospitano il concorso o gli sono attribuiti ulteriori scopi?

La pubblicazione in e-book rappresenta una soddisfazione per gli autori degli elaborati selezionati: addirittura le pubblicazioni delle ultime due edizioni sono state presentate presso lo stand della Regione Marche all’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino!

Oltre a questo, gli e-book realizzati grazie al nostro partner Narcissus.me di Simplicissimus Book Farm costituiscono un veicolo di conoscenza e di diffusione, nonché un pretesto per ulteriori eventi che le strutture aderenti vorranno costruirci intorno.

Di certo contengono foto e letture piacevoli per tutti coloro che li sfoglieranno!

Infine, vorrei fare un riferimento alle strutture architettoniche che ospitano biblioteche, musei ed archivi. Nella maggior parte dei casi, esse preesistevano agli enti attuali e spesso sono anche state sede di eventi storici. Arte, letteratura e storia si incontrano in questi luoghi, ma spesso, abbagliati dai possenti monumenti delle grandi capitali, ce ne scordiamo. Ecco, mi chiedevo se il tema del concorso, che prevede appunto l’ambientazione o il riferimento ai centri ospitanti, non avesse anche l’intenzione di ricordare la grandezza e lo spessore della cultura e della storia marchigiana.

Di sicuro. Le sedi stesse raccontano una storia. Talvolta passato e futuro si intersecano, penso ad esempio alla biblioteca La Fornace di Moie di Maiolati Spontini (AN), che prima era per l’appunto una fornace e ora si è trasformata in un vivace centro culturale e informativo. Anche questo ci preme promuovere: gli istituti culturali sono luoghi dove le persone si incontrano, dove avvengono storie, dove si conserva il passato e si costruisce il futuro. Agiscono dunque come propulsori dell’economia e del turismo, altro che polverose strutture su cui investire sempre meno risorse!

Del resto se pure un po’ di polvere è apparsa fra le righe e gli scatti delle precedenti edizioni di questa iniziativa, è comunque vero che da molti degli elaborati traspare l’intuizione degli istituti culturali come luogo di ispirazione, con tutta una vita che brulica dietro un sipario, quello sì, magari un po’ vetusto. Perché alla fin fine nelle nostre strutture rivivono tutti i personaggi delle storie che ci accompagnano e il silenzio serve solo all’ascolto delle loro voci, per ritrovare la nostra.

Silvia Seracini [http://www.raccontidicitta.it/?page_id=11]

di Serena Vissani