Autore:

Anna Karenina

Editori:Feltrinelli

Descrizione:

Qual è il vero peccato di Anna, quello che non si può perdonare e che la fa consegnare alla vendetta divina? È la sua prorompente vitalità, che cogliamo in lei fin dal primo momento, da quando è appena scesa dal treno di Pietroburgo, il suo bisogno d’amore, che è anche inevitabilmente repressa sensualità; è questo il suo vero, imperdonabile peccato. Una scoperta allusione alla sotterranea presenza nel suo inconscio della propria colpevolezza è il sogno, minaccioso come un incubo che ritorna spesso nel sonno o nelle veglie angosciose, del vecchio contadino che rovista in un sacco borbottando, con l’erre moscia, certe sconnesse parole in francese: Il faut le battre le fer, le broyer, le pétrir […]. Il ferro che il vecchio contadino vuole battere, frantumare, lavorare, cioè distruggere, è la stessa vitalità, il desiderio sessuale, l’amore colpevole e scandaloso di Anna; e così essa lo sente e lo intende come la colpa che la condanna. Ed è l’immagine minacciosa di quel brutale contadino, conservatasi indelebilmente nella sua memoria, che le riappare davanti e la terrorizza alla vista di quell’altro vecchio contadino, un qualsiasi frenatore, che passa sul marciapiede sotto il suo finestrino curvandosi a controllare qualcosa; ed è quel vecchio a farle improvvisamente comprendere cosa deve fare: distruggere quella vitalità, e cioè distruggere se stessa per espiare la sua colpa.” (Dalla Postfazione di Gianlorenzo Pacini)


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Autore:Tolstoj Lev Nikolaevic
Generi: , , , Autore della recensione: Premi letterari:  

Ma aveva appena aperto bocca, che parole piene dei rimproveri d’una gelosia insensata, di tutto quel che l’aveva tormentata in quella mezz’ora che aveva trascorsa, sedendo immobile vicino alla finestra, le sfuggirono. Soltanto allora egli capì chiaramente per la prima volta quello che non capiva quando dopo le nozze l’aveva condotta fuori dalla chiesa. Capì che non solo ella gli era vicina, ma che ora non sapeva dove finiva lei e cominciava lui. Lo capì dal tormentoso senso di sdoppiamento che sentiva quel momento. Si offese al primo momento, ma nel medesimo istante sentì che non poteva essere offeso da lei, che lei era lui stesso. Provò nel primo momento un sentimento simile a quello che prova un uomo quando, ricevuto a un tratto un forte colpo di dietro, si volta con stizza e con desiderio di vendetta per trovare il colpevole, e si convince che è lui stesso che s’è colpito involontariamente, che non c’è contro chi arrabbiarsi e bisogna sopportare e calmare il dolore.

Anna Karenina è il secondo romanzo di Lev Nikolaevic Tolstoj, uscito su rivista negli anni dal 1875 al 1877 e poi edito in volume. Il soggetto principale che si cela dietro alle vicende dei personaggi raccontate da Tolstoj è l’amore; un amore che diventa crudele o si rivela guaritore, che sa curare l’animo ma che al tempo stesso uccide chi non sa venire a patti con lui.
La situazione iniziale dei personaggi subisce un’evoluzione nel corso della narrazione che li porta a dover rivalutare completamente le loro scelte di vita e a scoprirsi spesso persone diverse rispetto a quelle che credevano di essere. Non a caso il romanzo ha come incipit il racconto di un tradimento coniugale.

Protagoniste di Anna Karenina sono due coppie, Levìn e Kitty da un lato e Anna e Vrònskij dall’altro. Quattro personaggi, circondatii da innumerevoli comparse, i quali si alternano e si scambiano in un complicato gioco di ruolo, che permette al lettore di assistere alle più estreme conseguenze dell’innamoramento. Levìn e Kitty rappresentano la purezza, simboleggiata dall’amore di Levìn per la vita di campagna, che gli permette di sfuggire dai rigidi schemi della città e dei suoi abitanti. Anna e Vronskji, al contrario, rappresentano l’inganno, l’impossibilità di raggiungere una felicità tanto agognata, e sembrano calamitare solo altro dolore e sofferenza.

Le due vicende cardine, quelle amorose, sono poi sorrette da dibattiti politici e feste nobiliari che rendono perfettamente l’idea di quella che doveva essere la società russa di fine Ottocento. Tolstoj sa rappresentare le domande proprie di quel periodo storico, dalla validità della fede religiosa al ruolo dell’operaio nell’economia, dalla possibilità di richiedere il divorzio ai doveri della donna, e le racchiude in un microcosmo. Ogni personaggio contiene in sé le caratteristiche di un preciso tipo di uomo, del quale si fa portavoce universale e per il quale cerca di trovare delle risposte.

Più che un romanzo, Anna Karenina ha il tono di una lunga ed efficace trattazione scritta sui problemi dell’uomo, ricca di esempi e di obiezioni.

Recensione di Gloria Somaini

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