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Il grande notturno

Editori:Edizioni XII

Descrizione:

Descrizione

La quiete caotica di Milano viene sconvolta dall’invasione di miriadi di topi: per risolvere il maligno problema interviene un personaggio inquietante, dotato di un carisma perverso e ammaliante, capace di un potere al di là di ogni immaginazione. La sua vendetta porterà gli incubi umani a livelli insostenibili: egli verrà a mostrare quanto la paura possa farsi realtà e rendersi manifesta in luoghi a noi familiari, magari seduta accanto a noi su un vagone della metropolitana, o nascosta nella musica di una notte maledetta. Dentro una storia che attraversa continenti e secoli, che trasforma l’eternità in un singulto d’amore, conosceremo un personaggio pericoloso e struggente, che calca le sue orme crepuscolari a perseguire un solo scopo, l’unico che gli permette di non soccombere alla vita: nutrirsi di bellezza.


Autore:Delacroix Ian
Genere: Autore della recensione:

Anche se “Il grande notturno” è probabilmente inferiore alle due ultime opere da me recensite di Edizioni XII (“I vermi conquistatori” di Brian Keene e “Malapunta” di Morgan Perdinka) bisogna davvero rivolgere un plauso a questo piccolo editore. E’ la prova provata di come si possa, scegliendo una nicchia, fare un lavoro di qualità a partire dalla scelta dei testi sino alla veste grafica (che io trovo coraggiosa e sperimentale quanto riuscita). “Il Grande Notturno” che dà il titolo al romanzo è un personaggio oscuro che compare a Milano durante un’invasione di topi (spuntati dalle uscite della metropolitana “come funghi”, dice Delacroix e fa un po’ sorridere).

Atteggiandosi a pifferaio di Hamelin, riceve da un sindaco allo stremo l’incarico di ripulire la città dall’orda di roditori che l’hanno improvvisamente invasa. Quando, però, l’ “uomo che  non è più uomo” porta  a termine il proprio incarico, non riceve la ricompensa pattuita: dieci ragazze. E tutte dotate di Bellezza (maiuscole non a
caso!). La vendetta sarà tremenda, dalla terra spunteranno, questa volta, zombi che saranno un flagello ben peggiore dei topi scomparsi.

Il loro appetito è insaziabile e le vittime cadono a migliaia. Milano viene tagliata fuori dal mondo. I treni non si fermano, la metropolitana si blocca. E’ proprio nei cunicoli della metropolitana che si svolgono le vicende dei protagonisti umani della storia: il professore di lettere Giordano (che in una pagina diventa “Giuliano”), il gigantesco Pietro, il muscoloso Corrado, lo studente Pietro, la dolce Giulia, la tenace Elettra… un gruppo eterogeneo che si forma per caso e, compatto, cerca di trovare la via per la salvezza. Delacroix ci porta nelle tenebre sotterranee di Milano e in quelle, più dense, dell’oscuro personaggio che il gruppo incontrerà: “Il Grande Notturno”. Un personaggio ammaliante, a cavallo tra la mitologia nordica e “The Crow” (e una spruzzata di Dungeons and Dragons) che rappresenta secondo me l’aspetto più affascinante dell’intero romanzo.

Con la sua voce suadente porterà i protagonisti e i lettori alla scoperta della sua vita, in un succedersi di capitoli brevi, veloci e incisivi, i cui titoli sono continui rimandi e omaggi al mondo del gotico e dell’horror e non solo: il primo è “Uomini e topi” (Steinback), c’è un omaggio a Mishima e uno al Matheson di “Io sono leggenda”, per passare ad “A volte ritornano” (King… anche “Terra Desolata” richiama il “Terre Desolate” della serie della Torre Nera ), “Non aprite quella porta”, “La città verrà distrutta all’alba”… sarà per gli zombi o per alcuni di questi titoli, ma l’impressione è che il regista George Romero sbirci dalla serratura per tutta la durata della narrazione. Bel lavoro, Ian Delacroix. Solo alcune “sviste” da limare (un paio le ho evidenziate) e forse ripensare quel primo capitolo in cui l’ansia di presentare tutto il gruppo, a un certo punto fa piovere dal cielo un “Max”…

Recensione di Giuliano Pasini

 

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