Autore:

Madame Bovary

Editori:Mondadori

Descrizione:

Madame Bovary, apparso a puntare sulla “Revue de Paris” nel 1856 e integralmente un anno dopo, incontrò subito un grande successo di pubblico – dovuto anche al clamore del processo a cui il suo autore, incriminato per oltraggio alla morale e alla religione, fu sottoposto -, imponendosi all’attenzione della critica come il capolavoro assoluto del romanzo moderno. Incentrato sulla superba figura di Madame Bovary – donna inquieta, insoddisfatta, simbolo di un’insanabile frustrazione sentimentale e sociale – e giocato su un antiromanticismo ideologico e formale di fondo, Madame Bovary, come ha scritto Vladimir Nabokov, “dal punto di vista stilistico è prosa che fa ciò che si suppone faccia la poesia. Senza Flaubert non ci sarebbe stato Marcel Proust in Francia, né un James Joyce in Irlanda. In Russia, Cechov non sarebbe stato Checov”.


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Autore:Flaubert Gustave
Generi: , , , Autore della recensione: Premi letterari:  

Il dolore, la solitudine, la corruzione… Nell’Ottocento come oggi. È questa la più grande forza delle pagine di Flaubert: sono eterne…

La mia copia di “Madame Bovary” reca un’introduzione firmata Mario Lunetta, molto ben scritta. Ma Emma per me non è un vampiro che si nutre del sangue altrui e del proprio…

Emma è una sognatrice infelice, una donna che tradisce perché tradita dai suoi desideri, che dice addio alla vita perché non ha saputo goderne, presa com’era dallo sforzo di dominare uno spirito smanioso d’innalzarsi.

E quando, a dispetto delle sue ambizioni, si ritrova a stringere tra le mani il niente che ha costruito, non sa che farsene della disillusione: decide di troncare e, per la prima volta, si sente in pace…

Madame Bovary” è il primo romanzo di Gustave Flaubert.

All’indomani della sua pubblicazione, lo scrittore fu incriminato per oltraggio alla morale pubblica e alla religione e, in effetti, la storia di Emma dovette apparire piuttosto scandalosa per quei tempi, oltre che fortemente critica nei confronti della classe borghese in ascesa. Un’opera contro tendenza, insomma, e molto schietta e cruda nel descrivere l’insofferenza di una vita condotta senza preoccupazioni ma anche senza stimoli.

Una vita di inedia a cui Emma non vuole rassegnarsi: lei cerca la felicità, la passione… Possibile che non esistano?

Prima di sposarsi, aveva creduto di essere innamorata. Ma la felicità che sarebbe dovuta nascere dall’amore non era venuta. Si era dunque sbagliata, pensava. E Emma cercava di sapere che cosa mai s’intendesse precisamente nella vita con le parole felicità, passione, ebbrezza, che le erano sembrate così belle nei libri

Forse avrebbe desiderato confidare a qualcuno tutte queste cose. Ma come esprimere un inafferrabile malessere che muta come le nuvole e turbina come il vento?”

“La credeva felice. Invece ella provava un intimo risentimento per quella calma ferma, per quella serena ottusità, per la stessa felicità che gli dava

I primi mesi del matrimonio, le passeggiate a cavallo nella foresta, il Visconte che ballava il walzer e Lagardy che cantava – tutto le passava di nuovo davanti agli occhi… E Lèon, anche lui, le apparve improvvisamente nella stessa lontananza degli altri.

– Però io lo amo – si diceva. Si, ma non era felice, non lo era mai stata. Di dove veniva quella insufficienza della vita, quell’istantaneo imputridirsi delle cose alle quali si appoggiava? Se in qualche parte del mondo c’era un essere forte e bello, un’anima coraggiosa, piena, a un tempo, d’esaltazione e di raffinatezza, un cuore di poeta sotto forma d’angelo, lira dalle corde di bronzo che mandasse verso il cielo epitalami elegiaci, perché, dunque, non dovrebbe incontrarlo? Oh, era impossibile! E niente valeva la pena di una ricerca. Tutto era menzogna! Ogni sorriso nascondeva uno sbadiglio di noia, ogni gioia celava una maledizione, ogni piacere il suo disgusto, e i migliori baci lasciavano sulle labbra soltanto l’irrealizzabile desiderio di una voluttà più alta

Recensione di Marika Piscitelli

 

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