Nuova uscita della collana Lapilli, diretta da Marco Pellitteri per l’editrice Tunuè. Questa volta non si tratta di un’opera inedita ma della ripubblicazione, riveduta e corretta, di quarantuno introduzioni che Daniele Barbieri, uno dei più eminenti studiosi italiani del fumetto, aveva scritto per la serie I Maestri del fumetto, pubblicata da Mondadori come supplemento a Il Sole-24Ore e a Panorama. Il libro comprende alcune tavole delle opere trattate e anche un paio di saggi inediti, dedicati a Crepax e alla coppia Gaiman/McKean oltre a quelli dedicati a Mignola, Bunker, Crumb, Kubert, Bilal, Kurtzman, Breccia, Gimenéz, Giraud, Castelli e Pazienza, solo per citarne alcuni in ordine rigorosamente sparso e casuale.

Il volume è diviso in quattro sezioni corrispondenti a quattro idiomi: inglese, francese, spagnolo e italiano ed è dedicato ad approfondire l’opera degli autori piuttosto che dei semplici disegnatori. Una piccola pecca, ammessa nell’introduzione, è la mancanza di una sezione nipponica e di qualche autrice femminile. Nonostante queste limitazioni, dovute probabilmente alla natura dell’operazione commerciale, Maestri del fumetto si rivela un agile vademecum che per chi sia già appassionato di questo media o per chi intenda avvicinarsi alle storie illustrate. Non è un caso che lo stesso Barbieri lo definisca come un’integrazione alla sua Breve storia della letteratura a fumetti.

Il libro non si limita, però, a essere una storia del fumetto e neanche aspira ad esserla, la prosa dell’autore è coinvolgente quanto un romanzo e svela i retroscena culturali dei singoli autori e le influenze che li intrecciano in quella ghirlanda che è definita la Nona Arte. Scopriamo quindi che uno dei grandi rivoluzionari statunitensi delle storie illustrate, Frank Miller, deve il suo particolare tratto alle influenze della scuola francese, italiana, argentina e giapponese o che la rivista spagnola Creepy, debba essere una vera chicca da intenditore. Altri invece saranno ancor più fortunati e, oltre ad approfondire la loro conoscenza, potranno riprovare le ebbrezze che li colpivano quando da bambini, ancora ignari del tesoro che avevano tra le mani, in un’età in cui si è vittima di grandi suggestioni, sfogliavano gli Alter Linus dei genitori e si perdevano in quelle stupefacenti vignette.

di Riccardo Melito